Il Pozzo d'Antullo

 

 

A circa 1 km. dall'abitato di Collepardo è possibile ammirare una delie più spettacolari manifestazioni della natura: il pozzo d'Antullo, grandiosa voragine di origine carsica, unica in Europa.

Esso è un baratro completamente naturale creatosi a seguito dello sprofondamento di una grotta la cui volta, assottigliatasi per lo stillicidio delle acque sia crollata sotto il peso della vegetazione sovrastante. La cavità infatti ha la forma di una campana con la circonferenza inferiore molto più ampia di quella del ciglio superiore. Quest’ultima misura circa 300 m e la profondità di 80 m. Il fondo è coperto da un ricca e lussureggiante vegetazione resa sempre verde dalla presenza di sorgenti d'acqua sotterranea. La rarità del fenomeno e lo stesso aspetto selvaggio e sinistro ha acceso nei secoli la fantasia del popolo che ha intrecciato leggende e fantastici racconti sull'origine di questo "pozzo”.

Il noto scrittore e storico tedesco Fernand Gregorovius nelle sue "Passeggiate romane", narra di una visita al Pozzo descrivendolo come una 'stanza di delizie per Oberon e Titania' ed aggiungendo che “se si considera questo scherzo grandioso della natura assieme ai monti scoscesi e maestosi che circoscrivono l'orizzonte, formano tutto uno splendido spettacolo imponente che non ti può la parola descrivere. Se quatto pozzo si trovasse in Germania o in Svezia l’immaginazione popolare non avrebbe mancato di popolarlo di gnomi; di spiriti e fate, ma gli italiani hanno poca tendenza per quelle creazioni fantastiche. In verità anche questo Pozzo ha una sua ben nota leggenda, secondo la quale al suo posto, in un tempo remoto, esisteva una grande aia circolare, dove un giorno di Ferragosto di un anno imprecisato alcuni contadini, anziché rispettare fa festività dedicata alia Madonna Assunta in cielo, osarono battere il grano. Stavano dunque quei sacrileghi contadini procedendo nelle loro occupazioni, attorniati dalla foro famiglie e dai loro cavalli, quando ecco un vecchio venerando, venuto da chissà dove, si presentò loro ricordando la solennità da festeggiare ed invitandoli a sospendere il lavoro. I contadini lo cacciarono in malo modo. L’inatteso vegliardo, dispiaciuto, si allontanò e ben presto scomparve dal loro sguardo. Di li a poco si udì un boato che inghiottì uomini e bestie, lasciando a monito di tutto ciò, una grande voragine circolare. Da allora ogni 15 di agosto, a mezzanotte, si ode puntuale il nitrito dei cavalli che sale dal fondo della voragine.

De un punto di vista geologico la cavità non era altro che una grande grotta, la cui volta, per il continuo stillicidio delie acque, si è progressivamente assottigliata fino a precipitare verso il fondo. E' questo un fenomeno indubbiamente legato al carsismo dei territorio: d'altra parte tutta lo zona è ricca di cavità carsiche. L'orrida natura del luogo inoltre, fa di meraviglioso contorno a tate rarità. Le nude pereti rocciose della cavità presentano una ricca gamma di colori dovuti allo scorrere delle acque piovane su di esso mentre l’abbondanza delle stalattiti formano tutt’intorno una bellissima frangia.