Grotte di Collepardo

Numerose sono le attrattive naturali che caratterizzano tutto il territorio, tra le tante la Grotta senz’altro è il punto dì maggior interesse che Collepardo può offrire al turista. Meravigliosa opera della natura che qui ha unito caratteri straordinari ed incredibili, tanto da creare una grande varietà di figure bizzarre e multiformi, veri e propri ‘Bambocci’ che chiunque dotato di un minimo di fantasia si può divertire a riconoscere.

Delle sue fantastiche bellezze hanno parlato scrittori e geologi famosi come il Brocchi che la definì emula di quella di Antiparos nelle Cicladi meridionali, da sempre creduta come la più bella di tutte le grotte. Il Gori la denominò «Museo italico della natura.» Il dotto gesuita padre Secchi scriveva: «La più famosa è questa grotta, mirabile opera di invisibile mano che la fe‘ reggia al Sonno ed alla Notte». Artisti quali il Bossi e il Cottafavi ne ritrassero gli aspetti più significativi. L'architetto Romano Rossini ne fece bellissime incisioni. Essa si compone di un ambiente unico di profondità media pari a 140 m. e di una sala minore dove abitualmente vivono i pipistrelli che popolano la grotta durante alcuni periodi.
Lo spettacolo delle stalattiti e stalagmiti creato dallo stillicidio delle acque nel corso di millenni è di una bellezza ineguagliabile. Vi si possono ammirare inoltre stupende formazioni biotridiche (a grappoli d'uva). Come abbiamo detto per la singolarità delle forme che riecheggiano figure umane, essa fu da tempo immemorabile denominata «Grotta dei Bambocci», ma è anche conosciuta con il nome di «Grotta Regina Margherita», in seguito alla visita compiutavi dalla regina il 13 aprile 1904. La regina sabauda la trovò "bellissima e senza confronti". Nel corso degli anni fu meta anche di altri illustri visitatori, tra i quali gli stessi ministri di Napoleone in Roma, durante il dominio francese. L'abate Santucci nel suo opuscolo «La Grotta di Collepardo» si dice «sgomento di descriverla» e per darne un'idea la paragona al Pantheon di Roma dalle cui pareti, volta e pavimento sorgono in forme bizzarre cipressi, tronchi, palme, busti». L'ingresso della Grotta è situato a circa 2 km dal paese ed è comodamente raggiungibile mediante strada asfaltata. Un comodo sentiero interno ed una buona illuminazione permettono un'agevole visita, accompagnati da giovani guide turistiche locali. Nel periodo estivo la Grotta è visitabile tutti i giorni (mattina e pomeriggio) mentre nel periodo invernale l'apertura è limitata al sabato pomeriggio e, alla domenica e festivi, per tutta la giornata. Per scolaresche, comitive e gruppi organizzati è comunque possibile la visita anche al di fuori dell'orario e dei giorni stabiliti, purché ci si prenoti in anticipo. Da quanto detto è difficile dare un'unica e semplice descrizione delle Grotte tanto da dar ragione allo storico tedesco Gregorovius che nel suo libro “Passeggiate in Italia" cosi si esprime: «Queste grotte non si possono descrivere perché ognuno le vede in modo speciale e le popola di fantasmi diversi, secondo l'immaginazione individuale. »
La sua mente estrosa e creativa le immaginò così: «... Ora pareva di entrare In un tempio egiziano sostenuto da nere colonne fra le quali fossero sfingi ed idoli scolpiti. Ora invece sembrava girare in un bosco di palme e di altre fantastiche piante di pietra. Dalle pareti sembrava pendessero lance, sciabole e rigide armature di nani e giganti.» La meticolosa descrizione del Gregorovius fa presagire quali ricchissimi drappeggi pendano dal soffitto e quale sia la bellezza e l’imponenza delle stalattiti e stalagmiti, che con tutta l’alternanza cromatica dei verdi, azzurri, grigi e gialli danno alla cavità un aspetto singolare. Il visitatore potrà aggirarsi tra le maestose colonne di questa grotta, simili a giganteschi alberi di una foresta pietrificata e cogliere con tutta la sua fantasia i giochi delle ombre e dei chiaroscuri. Indubbiamente al di là delle singole suggestioni che ognuno può avere e provare la Grotta dei Bambocci ha un fascino misterioso che avvolge e penetra in ogni visitatore. Si pensa che tutto ciò possa essere ancora enormemente ingrandito allorquando si presume potranno venire alla luce le altre grotte dislocate per oltre un chilometro fino al Pozzo di Antullo.