Vico nel Lazio è un comune italiano di 2.314 abitanti della provincia di Frosinone nel Lazio, raggiungibile dalle grotte di Collepardo in appena 5 minuti di automobile e praticamente al confine con la Grande Dolina o Pozzo Dantullo.
Territorio
Vico nel Lazio è situato su un colle calcareo a 721 m s.l.m. sulla catena montuosa dei Monti Ernici. Proprio nel territorio comunale di Vico nel Lazio, con i suoi 1.952 metri, si trova il monte Monna, una delle vette più alte degli Ernici.
Storia
Le origini di Vico del Lazio restano oscure: da vari documenti risalenti intorno all'anno 1000 emergono alcuni dati tali da far ritenere che il castello fosse già esistente.
Situato in una zona certamente strategica il suo aspetto e la posizione dominatrice sul territorio, dimostra il classico aspetto di castello medioevale dalle caratteristiche difensive con una particolarità
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
La chiesa romanica di Santa Maria risalente al XIII secolo e dedicata alla Madonna del Rosario.
La collegiata di San Michele Arcangelo del 1200, restaurata nel 1800, che è anche la chiesa principale dal quale l'ultima domenica di luglio esce e viene portata per le vie del borgo la statua a mezzo busto del santo patrono Giorgio Martire, accompagnata dalle confraternite del paese.
Santuario Madonna del Campo esterno al paese del XV-XVI secolo con prezioso affresco della Trinità.
Architetture civili
Palazzo del governatore, anticamente dimora dei Colonna (prima) e dei Tolomei (dopo) ed edificato nel XIII secolo. Il paese di Vico venne ceduto dai Colonna ai Tolomei nel '500, insieme ad altri paesi ernici.
Architetture militari
Cinta muraria, intatta, che racchiude il borgo medioevale rimasto completamente immutato.La cinta muraria dell'XI secolo, interamente costruita in pietra locale, cinge l'intero paese ed è dotata di tre porte: Porta Orticelli, Porta Guarcino (nel quale è possibile ammirare antichi affreschi) e la Porta a Monte dov'è incastonata una pietra con scritto:"NERVA IMPERANTE", ciò fa pensare che vi fosse una cinta muraria preesistente di origine Romana del quale rimane solamente l'Arco di Sant'Andrea (verso Porta Guarcino)Il circuito murario di Vico nel Lazio, ritmato da 25 torri angolari, è stato costruito con un intento difensivo ben preciso e in un arco di tempo non molto ampio. La tessitura del parametro murario presenta, organizzate in filari rettangolari, pietre squadrate di circa 30-40 cm., ancora maggiori e meglio lavorate nei tratti degli angoli delle torri.
Le torri, a pianta quadrata, sono "scudate", ossia prive del lato verso l'interno; hanno perso ovunque, ove presenti, le protezioni superiori - tetti, solai, volte - soggette agli attacchi degli eventi atmosferici; esse sono distribuite a intervalli irregolari di m 9.00 e di m 50.70. Le mura hanno uno spessore di cm. 100/120 alla base e di circa cm 60 in sommità. Si può far risalire la costruzione della cinta difensiva al XII-XIII secolo.
La cinta presenta tre porte:
L'ingresso alla città è Porta a Monte (ad indicare la vocazione agricola del paese), murata in alto sulla destra dello stipite della porta c'è una pietra rettangolare che riporta l'iscrizione "Nerva imperante" (Sotto l'imperatore Nerva). La porta-torre mette in vista feritoie, saettiere e arciere, strette aperture nel muro dalle quali i soldati rispondevano con le armi all'attacco esterno. Ha un'altezza di m 13 ed è guarnita di 4 merli frontali rettangolari, guelfi, cioè piatti, più due merli laterali posteriori. L'ingresso al paese avviene attraverso un arco a sesto acuto alto m. 4.40. Al di sopra dell'arco d'ingresso, dalla parte interna, esiste una caditoia da cui si facevano cadere proiettili solidi e liquidi (acqua, olio e pece bollenti) sugli assalitori. Porta a Valle è alta m. 12.16. Esternamente presenta un bellissimo arco ogivale, alto m. 6.10, sormontato da una finestrella con stipiti sagomati. Nella parete di destra del primo androne, tra le due porte, una ogivale e l'altra di stile romanico, si osservano ancora frammenti di affreschi di soggetto sacro del XIII secolo. Le pareti così risultano decorate con intonaci finemente affrescati con motivi geometrici e vegetali, secondo un uso che risale al XIV secolo. La porta di stile romanico conserva ottimamente stipiti e architrave monoblocco perfettamente sagomati e scalpellati. Una particolarità: la Torre-porta non contiene la cornice di pietra come elemento decorativo sugli stipiti.
Porta Orticelli ha un'altezza di 11.80 metri, 6 merli rettangolari - 4 frontali e due posteriori. Strutturalmente ripete lo stile architettonico delle altre grandi porte con la differenza notevole che l'arco della porta è a tutto sesto e non di stile gotico. E' alto m.3.10 e sulla pietra della chiave di volta presenta, scolpito, un triangolo equilatero in rilievo con il vertice voltato verso terra. A circa 2 metri d'altezza una cornice di pietra in rilievo abbellisce la torre, che mostra saettiere, una finestrella e, quasi a contatto con i merli, pietre aggettanti con fori rotondi per il sostegno delle torce e delle bandiere.
Esisteva anche una quarta porta: la Portella, che risulta murata certamente per motivi di sicurezza. E' in posizione simmetrica rispetto a Porta a Valle. Ha un'altezza di m. 2.80, con architrave monolitico di pietra calcarea (è il tipico architrave delle antiche porte di Vico di stile pre-gotico). Aveva funzioni sussidiarie, di secondaria importanza, ovvero collegare Vico con il suo territorio posto a sud.
La Guardiola (Casermetta), coeva delle stesse mura, è manufatto fortificato eretto in prossimità della torre-porta (Porta a Monte) più importante del castrum; è quindi un elemento costruito con l'intento di proteggere e rendere più difficile la conquista della porta di accesso al castrum. Il manufatto è a pianta rettangolare con tetto a capanna. Di notevole interesse, perché conservato ancora in ottimo stato, è il locale dei servizi igienici. E' incorporato nella facciata, ma in aggetto rispetto alla stessa e costruito con pietre rettangolari scalpellate perfettamente.
Nel giro delle torri si notano 4 colonne dette della "Fratellanza". Sono state realizzate nel 1989 da giovani artisti europei nella prospettiva di un mondo governato dalla comprensione e dall'amicizia tra i popoli. Per volere del prof. Vincenzo Bianchi, ideatore e realizzatore del progetto, sono state collocate sui 4 punti cardinali fuori dalla città murata "verso la campagna, verso la libertà".
(Brani tratti da "Il borgo fortificato di Vico nel Lazio" a cura di Natale Tomei, 2007)

